Sapevo che sarebbe arrivata, come so che le stagioni si susseguono incessantemente. E il 20 marzo, giorno del solstizio di primavera del 2018, è nata.
Si chiama Elena.
L’ho portata in grembo per nove mesi con semplicità, consapevole di averla dentro da sempre. Come una piccola ghianda nascosta nel terreno che per lungo tempo attende le condizioni ideali per mettersi in moto e trasformarsi in quercia.
Dicono che i bambini scelgono la famiglia in cui nascere, che vengono al mondo per compiere insieme a loro una missione. A me piace pensare che Elena sia nata per suggellare la fine di un lungo e difficile periodo di cambiamento e l’inizio di una nuova vita, quella per cui ho tanto faticosamente lottato.

E’ ormai passato un mese da quando la mia piccola stella è esplosa mettendo sottosopra il mio micro-cosmo. Le emozioni amplificate a dismisura dagli eventi e dagli ormoni, le priorità duplicate e capovolte, il tempo trasformato in bolle fatte di gesti d’amore ripetuti all’infinito dove il giorno e la notte non hanno più significato.
Non è la prima volta, so che questo periodo finirà, anche troppo in fretta. Intanto cerco di fermare nella mente i ricordi dei rumori, degli odori, di fare foto perché non mi fido più della mia memoria, mentre le palpebre cadono sotto il peso delle ore di veglia e il desiderio di non perdere di vista quello che già c’era e che amo immensamente mi porta a non fermarmi mai, anche quando potrei, o dovrei.
Nessuna ricetta in questo post, anche perché non cucino ormai da un mese (salvo che cucinare non voglia dire anche preparare biberon di latte in polvere, perchè in quel caso cucino almeno 7 volte al giorno). E’ solo che volevo lasciare una traccia in questa mia casa virtuale di un evento così importante nella mia vita, qualche fotografia appesa alle pareti della mia “small kitchen” a ricordo dell’arrivo di Elena, che cambierà tutto.
A breve ricomincerò a condividere ricette e storie delle mia amata Liguria perchè anche questo blog è una mia creatura di cui voglio continuare a prendermi cura. Basta avere un po’ di pazienza.
Adesso voglio godermi questa ventata di primavera.





