|Guida per golosi| ALBENGA

Qualche giorno fa sono stata ad Albenga in occasione di Fior d’Albenga – una manifestazione che ogni anno inonda la città di fiori e racconta il legame profondo con la terra che la circonda –  dove ho avuto il piacere di presentare il mio libro Liguria in cucina – The Flavors of Liguria.

L’occasione è stata ghiotta per ritagliarmi del tempo e perdermi nelle strette vie del centro storico della città a caccia di cose buone da assaggiare.

Albenga è una città che si scopre camminando lentamente: dietro ogni angolo, tra torri medievali e piazze silenziose, si nascondono botteghe, forni, gastronomie e locali che raccontano una Liguria concreta, quotidiana, ancora molto legata alla campagna che la circonda (Albenga è l’unica pianura che abbiamo in Liguria).

Quella che segue è una selezione molto personale dei luoghi che ho visitato: realtà diverse tra loro, ma accomunate da una forte identità e da un’idea chiara di cucina e prodotto.

Se vi trovate ad Albenga e volete assaggiare qualcosa di autentico e profondamente legato a questa terra, questi sono gli indirizzi da cui secondo me dovete partire.

Infondo al post trovi anche la mappa Google con tutti gli indirizzi della guida (così puoi scaricarla e usarla mentre vai in giro!).

Iniziamo!


Museo della Civiltà dell’Olio – Frantoio Sommariva

All’interno delle mura medievali di Albenga, in uno spazio che un tempo era davvero un frantoio, oggi si trova un luogo ibrido e affascinante: il Museo della Civiltà dell’Olio della famiglia Frantoio Sommariva.

Entrando, si ha subito la sensazione di attraversare il tempo. Le antiche macine in pietra sono ancora lì, solide e silenziose, a raccontare un lavoro che per secoli ha definito il paesaggio e l’economia della Riviera di ponente. Accanto a queste, però, vive anche il presente: il frantoio è ancora attivo, con una produzione contemporanea che affianca e continua la tradizione.

La visita diventa così un dialogo tra passato e presente.

Il cuore, naturalmente, è l’olio. Qui si può esplorare una gamma ampia e articolata: oli extravergine di oliva liguri, con diverse varietà tra cui la Oliva Taggiasca, ma anche pignola e colombaia. La proposta spazia dagli oli DOP ai biologici, fino a blend e monocultivar, offrendo un panorama completo della produzione locale.

Accanto alle bottiglie, una dispensa che è quasi un’estensione dell’orto ligure: carciofini, verdure sott’olio, paté di olive e di carciofi. Tutto lavorato e conservato utilizzando l’olio della stessa azienda, in una logica coerente e profondamente territoriale, dove ogni prodotto è legato agli altri.

A rendere l’esperienza ancora più significativa è la presenza del proprietario, Agostino Sommariva, figura storica della città. Da oltre sessant’anni lavora sul territorio, diventando un punto di riferimento per la cultura gastronomica locale. La sua accoglienza è diretta, autentica, senza formalità: una di quelle che trasformano una visita in un incontro.

Zio pagnotta

Piccolissima panetteria a conduzione familiare, dove il lavoro è ancora scandito dai tempi del lievito e non da quelli dell’orologio.

Da Zio Pagnotta dedizione si sente subito — nel profumo del pane, nell’atmosfera raccolta del laboratorio, nel modo in cui ogni prodotto viene raccontato.

Il cuore della produzione è il pane a lievitazione naturale. Tra le varianti più interessanti, spicca quello alle erbe aromatiche: le erbe vengono lavorate insieme all’olio extravergine per creare una base intensamente profumata.

Accanto a questo, c’è un pane ancora più essenziale e affascinante: quello a lievitazione spontanea, preparato solo con farina, acqua e sale. Nessun lievito aggiunto — la fermentazione avviene grazie ai microrganismi presenti nell’aria del laboratorio. Il risultato è un pane leggero, digeribile, con una struttura viva. Forse uno dei migliori che abbia assaggiato negli ultimi anni.

Ma Zio Pagnotta non è solo pane. Il banco è un piccolo racconto della tradizione ligure di ponente: dalla focaccia genovese alla Sardenaira ( con pomodoro, acciughe e aglio) fino alle torte di verdura preparate con ciò che offre la stagione e la campagna vicina: bietole, carciofi, asparagi, pomodori. Tutto freschissimo appena raccolto (lo posso testimoniare, ho incontrato i contadini che facevano la consenga!).

Non solo pane

E’ un micro panificio e alimentari specializzato in pani tradizionali dell’entroterra ligure.

Da Non solo pane i si trovano alcune tipologie storiche come il pane di Pieve di Teco, quello di Triora e il pane di Gavenola, caratterizzati da croste spesse, lievitazioni lunghe e buona conservabilità.

In vendita anche i biscotti della Pasticceria Cagna, realtà piemontese legata alla tradizione dolciaria locale.

Una tappa essenziale per chi vuole conoscere i pani storici dell’entroterra.

BAXIN

Affacciata sulla piazza della chiesa, nel centro storico di Albenga, Baxin è una piccola pasticceria con una produzione molto focalizzata.

Il prodotto principale sono i baxin, da cui prende il nome il negozio: biscotti antichi di Albenga, le cui origini risalirebbero al Settecento. Sono rotondi, friabili e caratterizzati dalla presenza di semi di anice, che ne definiscono il profilo aromatico.

Accanto a questi, si trova il tradizionale pane del marinaio, un pane dolce ricco di frutta secca e candita, insieme ad altre varianti simili, spesso arricchite con cioccolato o altri ingredienti.

Una realtà molto semplice, che lavora su pochi prodotti legati alla tradizione locale.

Piccinini

La Gastronomia Piccinini è una delle attività più antiche della città. La famiglia la gestisce dai primi del Novecento: dal bisnonno al nonno, fino agli attuali nipoti, in una continuità rara.

All’origine era un panificio e frantoio: negli stessi locali si producevano pane e olio. Il laboratorio confinava con un convento dei francescani del 1200 e ancora oggi una piccola porta in legno porta direttamente nel chiostro. Un tempo questa porta restava sempre aperta: chi passava poteva prendere pane, olio o qualcosa di cucinato e lasciare un’offerta.

Oggi la gastronomia è guidata da Vittorio Piccinini, presenza solare e consapevole del valore del lavoro che porta avanti. La cucina è quella di famiglia.

Il pane resta centrale. Viene prodotto con lo stesso lievito madre utilizzato da oltre un secolo, mantenuto vivo nel tempo. Le farine sono biologiche, macinate a pietra e provenienti dal Piemonte. Il risultato è un pane molto profumato, con una struttura che privilegia anche la digeribilità.

Accanto al pane, il banco è dominato dalle torte di verdura, vero punto di forza del locale. Seguono la stagionalità e riflettono una tradizione molto vegetale: grande presenza di ortaggi, poco formaggio e ricotta, uso mirato di Parmigiano Reggiano stagionato (circa 26 mesi). La pasta matta, rispetto a quella genovese, è leggermente più ricca di olio, coerente.

Tra le preparazioni più rappresentative: torta di bietole, di carciofi, di Zucchina Trombetta, tutte legate al ritmo dell’orto locale.

Alcune ricette restano ancora nelle mani della generazione precedente: la madre di Vittorio, ancora attiva, prepara il sugo di carne, la Cima alla genovese e una torta margherita dell’entroterra realizzata esclusivamente con olio extravergine.

Oltre alla gastronomia, oggi il negozio propone anche una selezione curata di prodotti del territorio: vini, oli, biscotti, farine, salumi e formaggi. Nel retro, una cucina più ampia sostiene la produzione quotidiana.

Piccinini resta una gastronomia nel senso più pieno del termine: un luogo dove il cibo è ancora legato alle persone, alla memoria e al territorio.

PUPPO

Tra i locali storici di Albenga, la Trattoria Pupo è una tappa imprescindibile per la Farinata, qui preparata secondo una tradizione rimasta intatta nel tempo.

La storia del locale inizia negli anni ’50, quando “Pupo” vendeva farinata per strada, aveva solo i forni a legna e un carretto. Tra il 1956 e il 1958 arrivano i primi tavoli e poi la trattoria vera e propria.

Qui i forni sono ancora quelli originali, alimentati solo a legna, che continuano a lavorare oggi con lo stesso ritmo. Una farinata, nei classici giganteschi testi di rame, esce ogni dieci minuti, sempre calda. Durante la cottura, le fiamme lambiscono la superficie dall’alto, contribuendo a formare la tipica crosticina dorata.

Così la farinata si fa ricca di contrasti: il cuore resta morbido e cremoso, mentre l’esterno è sottile e croccante, di un colore nocciola intenso.

Un dettaglio distintivo di questa farinata è la presenza del rosmarino: poche foglioline sufficienti a dare quella nota aromatica che richiama immediatamente il paesaggio ligure.

Dal 2003 il locale è gestito da una famiglia che già lavorava nella preparazione della farinata, mantenendo una conduzione familiare molto presente. Il padre, oggi anziano, continua ancora a preparare personalmente la Torta Pasqualina.

Accanto alla farinata si trovano infatti altri piatti della tradizione ligure: panissa fritta, torta pasqualina, verdure ripiene, tutti legati al territorio.

L’ambiente è semplice e coerente con la storia del luogo: tavoli in legno con piani in marmo, pavimenti in graniglia, pareti tra legno e calce. Una trattoria rimasta fedele alla sua identità.

Bear House- birrificio agricolo

In una piazza lastricata di ciottoli, proprio nel centro storico, c’è Bear House,  un progetto che unisce azienda agricola, birrificio e pub. Si definiscono “birrificio agricolo”

L’idea nasce dalla coltivazione diretta delle materie prime: orzo e luppolo sono prodotti dall’azienda stessa nella piana. Attualmente la produzione della birra è affidata a un birrificio in Piemonte, ma l’obiettivo è quello di portarla interamente in loco.

Lo spazio è informale, costruito sul modello dei pub inglesi: grandi tavoli condivisi all’aperto, nessun servizio al tavolo e un’atmosfera conviviale.

Accanto alle birre artigianali, l’offerta gastronomica è sorprendentemente radicata nel territorio. La formula è quella di una cucina veloce, a metà tra street food e tradizione ligure: focacce farcite, ma anche piatti meno comuni, difficili da trovare altrove in questo formato: la sbira (zuppa di trippe), lo zimino di seppie (zuppa di bietole e seppie), la panissa fritta o la Stroscia (torta all’olio extravergine tipica del loro entroterra), tutte servite in modo semplice e diretto.

Il progetto è guidato da Samuele Scola che arriva da una famiglia con una lunga tradizione nella ristorazione: i nonni sono stati per anni alla guida di uno storico ristorante a Castelbianco. Un’eredità che si ritrova nella qualità delle proposte e nell’attenzione alla cucina ligure.

Bear House è una tappa interessante perché mette insieme produzione agricola, birra artigianale e cucina locale, in un formato contemporaneo e già molto apprezzato.

Bear Lab – gastronomia contemporanea

Sempre loro, i proprietari di Bear House, hanno aperto nelle vicinanze Bear Lab – una gastronomia contemporanea, con un’impostazione giovane e funzionale.

La base è sempre la cucina ligure: torte salate, polpettone, zuppe, stufati e focacce. Piatti tradizionali, pensati però per un consumo più flessibile.

Una volta alla settimana viene preparata la pasta fresca, lavorata a mano direttamente in vetrina: chi passa nel momento giusto può vedere il processo in diretta.

L’aspetto più interessante è il sistema produttivo: le preparazioni vengono abbattute subito dopo la realizzazione, per mantenere qualità e sicurezza nel tempo. I piatti sono quindi venduti surgelati oppure rigenerati al momento, a seconda delle esigenze.

Questo approccio innovativo permette una gestione più efficiente e una riduzione significativa degli sprechi alimentari, senza rinunciare alla qualità.

Accanto alla gastronomia, è presente anche una piccola selezione di prodotti locali, scelti con attenzione tra conserve e specialità del territorio.

Casa del Gelato

Poco fuori dalle mura, vicino alla stazione ferroviaria c’è la Casa del Gelato: una gelateria artigianale attiva da oltre trent’anni, guidata da Roberto, gelatiere attento e curioso, e da suo figlio.

Circa il 90% di ciò che viene servito è prodotto direttamente nel laboratorio interno. Più che di chilometro zero, qui si parla di “chilometro buono”: quando le materie prime non sono locali, vengono comunque scelte per prossimità e qualità, privilegiando sempre il risultato finale.

La proposta cambia spesso, con gusti che ruotano e si rinnovano. Tra i più interessanti, il fior di sale, un fiordilatte con cristalli di sale e caramello, oppure il “cramboloso” con biscotti alle nocciole fatti in casa. Una costante è la ricerca sulla consistenza: ogni gelato è costruito su più livelli, con una parte cremosa, una più soffice o sciroppata e una componente croccante, data da biscotti, crumble o altri inserti. Ne risulta un’esperienza più articolata, sia al gusto che al tatto.

Grande attenzione è dedicata alle intolleranze: praticamente tutti i gelati sono senza glutine, e anche gli elementi aggiunti (biscotti, crumble) sono realizzati gluten free. Sono disponibili inoltre opzioni senza zucchero e senza lattosio.

Noberasco – frutta secca e candita

Entrare da Noberasco, nel cuore di Albenga, è un po’ come fare un salto indietro nel tempo.

Il negozio ha qualcosa di profondamente evocativo: mobili antichi, pavimenti di graniglia, alzatine e grandi vasi di vetro che custodiscono frutta secca e candita come fossero piccoli tesori. Non è solo un punto vendita, ma una vera boutique del gusto, costruita con un’estetica che richiama i primi del Novecento, quando tutto è iniziato proprio qui, nella piana di Albenga.

Lo sguardo si perde tra colori e consistenze: albicocche morbide, fichi, datteri, scorze candite, frutta ricoperta di cioccolato. Ogni prodotto è esposto con una cura quasi scenografica, tra campane di vetro e contenitori trasparenti che invitano a osservare prima ancora che ad assaggiare.

Noberasco è una realtà storica, nata nel 1908 proprio ad Albenga, quando la famiglia iniziò a lavorare la frutta della piana, trasformandola e portandola oltre i confini locali. Oggi l’offerta è vastissima, con prodotti che arrivano da tutto il mondo, ma sempre selezionati con attenzione e con una forte idea di qualità.

Enoteca Malandrone

A Albenga, appena fuori dalla Porta del Mulino, l’enoteca Malandrone è un punto di riferimento storico: attiva dal 1918, lavora da oltre un secolo sulla selezione e vendita di vini e distillati.

La proposta è ampia — vini, liquori, champagne, tartufi — ma l’aspetto più interessante è il lavoro sui vini.

Non si tratta di una selezione generica regionale: qui l’attenzione è concentrata su un’area precisa, quella del Ponente Ligure, con un numero molto alto di etichette per singolo vitigno e per singola zona: Pigato, Rossese, Ormeasco di Pornassio, Granaccia e altri piccoli vitigni locali

Il risultato è una selezione molto approfondita su una porzione specifica di territorio, utile anche per confrontare produttori diversi all’interno della stessa denominazione.

Negli ultimi anni è stata avviata anche una distilleria, la prima in Liguria, con produzione di grappe ottenute da vinacce locali e di liquori a partire da materie prime del territorio, come limoncino da agrumi locali e liquore al chinotto


Albenga è una città che si lascia scoprire poco alla volta, e il cibo è uno dei modi più diretti per entrarci davvero.

Se stai organizzando un viaggio in Liguria con un gruppo di amici e vuoi approfondire questi temi insieme a me, possiamo costruire un’esperienza su misura: un food tour di Albenga alla scoperta dei suoi sapori e della sua storia, una visita a un frantoio con degustazione, un percorso nell’entroterra dedicato all’olio extravergine, oppure un corso di cucina ligure.

Puoi scrivermi: sarà un piacere costruire qualcosa insieme, partendo proprio da qui, tra i sapori di Albenga

Se invece vuoi portarti a casa un pezzo di questa esperienza, il mio libro Liguria in cucina – The Flavors of Liguria è disponibile ad Albenga presso la Libreria San Michele. In alternativa, puoi ordinarlo direttamente online dal mio sito.

ALBENGA FOOD GUIDE

Ho raccolto tutti gli indirizzi in una mappa interattiva che puoi usare mentre cammini in città.

La puoi scaricare a questo link o consultarla qui sotto.

Ciao! I’m Enrica

a home cook, food researcher and experience curator bred and born in Liguria.
I study, tell, cook, share and teach Ligurian cuisine and the culture surrounding it.
Here we celebrate Liguria’s gastronomic diversity and richness through its recipes, producers, traditions and shops.

My Book

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