Limoncello, ovvero come rendere onore a un generoso albero di limoni

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Quando in giardino si possiede un albero di limoni che sembra una mimosa in fiore tanti sono i frutti che produce, un albero così generoso che anche il limone più piccolo da lontano può passare per un pompelmo, bisogna far lavorare la fantasia e inventarsi ogni week-end qualcosa da preparare per non far andare a male tutto questo ben di dio.

Certo la limonata è piacevolissima, soprattutto se fatta con acqua gasata, zucchero dosato poco alla volta perché sia dolce ma non troppo o e qualche foglia di menta appena colta spezzettata velocemente con le mani. Ancora meglio se trasformata in rinfrescanti ghiaccioli.

Ma che peccato buttar via tutta quella buccia turgida e porosa, così carica di olii essenziali che basta premerla leggermente tra le dita per ritrovarsele unte e luccicanti.

Hai voglia a grattarla per aromattizzare la torta della colazione, la crostata e la crema pasticcera che ci va sopra, la zuppa di lenticchie, il risotto alle zucchine e le scaloppine. Ne basta pochissima per avere nel naso, già al primo boccone, il profumo dell’estate.

Allora finalmente abbiamo deciso, assecondando le nostre più nobili intenzioni di economia domestica, di non buttar più via le bucce dei limoni del nostro prodigo albero ma di utilizzarle per fare un semplice, classico, sobrio (forse questo non proprio) limoncello.

Chissà perché non c’era venuto in mente prima? Quale modo migliore se non quello di preparare il digestivo per eccellenza per rendere onore all’albero che tutti i pomeriggi d’estate ci regala un po’ di ombra e che di sera si lascia addobbare con ghirlande di luci per rendere romantiche le nostre cene in giardino? Quel nettare color del sole che accompagna allegramente le calde serate tra amici, che scivolando ghiacciato giù per la gola, libera la lingua, apre il cuore e alleggerisce i pensieri?

Ma con quale ricetta? Vorrei dirvi che ho rispolverato l’antica ricetta del limoncello che faceva mia nonna, mia mamma, una vecchia zia. Ma no, niente. In casa nostra il limoncello si è sempre fatto ad occhio, ogni volta con un gusto diverso e immancabilmente migliorabile (da noi in tema di digestivi si è molto esigenti e molto poco scientifici).

Allora ho deciso di rivolgermi alla rete. Nutrivo poche speranze e invece praticamente al primo colpo ho trovato quello che cercavo. Non la ricetta unica, segretissima e originalissima del limoncello ma le istruzioni chiare e precise su come prepararlo secondo il proprio gusto. Mi sono imbattuta, infatti, nel brillante (ma non poteva essere diversamente) post di Dario Bressanini pubblicato sul suo blog la scienza in cucina

Fantastico. Chiaro, esaustivo, scientifico. Fornisce le basi per capire la procedura di infusione e come scegliere le percentuali di acqua, zucchero ed alcol per ottenere la dolcezza e la gradazione voluta. Poi ognuno è libero di preparare il suo limoncello, attribuendosi serenamente la paternità della ricetta.

Vi rimando quindi a Dario (ormai lo seguo da tanto di quel tempo che ho deciso che siamo in confidenza) per tutta la parte tecnico scientifica. Di seguito trovate invece la mia ricetta del limoncello, fatto come piace a me: non troppo dolce e con una onorevole gradazione alcolica.

 


 

 


 

 

 

Ciao! I’m Enrica

a home cook, food researcher and experience curator born and bred in Liguria.
I study, tell, cook, share and teach Ligurian cuisine and the culture surrounding it.
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