I carciofi in fricassea, come li mangiavamo noi.

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Per fricassea si intende la versione italiana dell’antica ricetta francese della “fricassèe”: un umido di carni o verdure cotte a lungo in padella.

In Italia la ricetta si è evoluta prendendo un carattere del tutto particolare: un umido di carni bianche (pollo, agnello o anche animelle) o verdure, stufate con erbe aromatiche e tenute insieme da una lagatura finale di uovo e limone.

In Liguria, forse per la vicinanza con la Francia o forse per l’antica abitudine di consumare carni bianche e verdure, la fricassea – nelle sue varie declinazioni – è diventata col tempo un piatto della tradizione.

La fricassea d’agnello, ad esempio, è un piatto che si prepara tradizionalmente per il pranzo di Pasqua. In tutti i più importanti ricettari di cucina ligure non manca, poi, la ricetta del pollo in fricassea. Ma in fricassea, o fracassà in dialetto, i liguri preparavano anche le loro amate verdure, primi tra tutti i carnosi carciofi.

Ed è questa la versione di fricassea che ho visto più spesso arrivare in tavola a casa nostra: la fricassea di carciofi.

La preparava sempre mia nonna non appena arrivavano a casa le casse di “scorte” di carciofi dal nostro contadino di Albenga. Prima di mettersi a pulire per l’intero pomeriggio chili di carciofi che avrebbe poi sbollentato rapidamente e messo in freezer “per dopo”, mia nonna affettava al volo 5 o 6 dei carciofi migliori, li cacciava in padella con olio e aglio e li faceva rapidamente stufare. A parte sbatteva le uova appena arrivate – ancora sporche di pollaio e avvolte in carta di giornale – aggiungeva due cucchiai di parmigiano, maggiorana tritata, il succo di mezzo limone sale e pepe. Quando i carciofi erano appena teneri versava in padella l’uovo sbattuto, rimescolava velocemente perché diventasse una crema e ci chiamava in tavola.

A parte aveva fatto rosolare anche delle fette di pane imbevute leggermente nel latte: una base golosa per esaltare ancor di più la sua freschissima fricassea di carciofi.

Qui sotto la ricetta, per 4 persone. Può essere un ottimo piatto unico per un pranzo leggero oppure un antipasto o ancora, con crostini in versione mignon, può accompagnare un aperitivo a base di vino bianco (magari un bella bottiglia di Pigato.)

 

Molto simile alla fricassea di carciofi è l’imbrogliata di carciofi, altra ricetta tipica della Liguria (ed effettivamente in casa, spesso a sproposito, usavamo un po’ un termine e un po’ l’altro).

“Imbrogliata” è praticamente sinonimo di uova strapazzate. L’imbrogliata di carciofi è, quindi, sempre un piatto a base di carciofi stufati legati insieme, all’ultimo, da uova strapazzate solo leggermente rapprese. La sola differenza sta nella legatura: insieme alle uova sbattute niente succo di limone ma un paio di cucchiai di latte.

 

 


 


 

 

 


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Ciao! I’m Enrica

a home cook, food researcher and experience curator bred and born in Liguria.
I study, tell, cook, share and teach Ligurian cuisine and the culture surrounding it.
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