Oggi è scoppiata l’estate e non ha aspettato nemmeno il solstizio. Così questa mattina ho deciso di scrivere in terrazzo. La brezza leggera che arriva dal mare regala ancora un paio d’ore serene all’aperto. L’aria dal profumo dei fiori scivola sulle braccia nude, sulle caviglie scoperte, si insidia tra i vestiti leggeri e accarezza la pelle della schiena asciutta e tiepida. Tra qualche ora so che non sarà più così, la cicala sull’albero davanti inizierà a frinire, la linea d’ombra scavalcherà il tavolo dove sto lavorando, arriverà dal basso un’umidità appiccicosa e dovrò rintanarmi in casa rimpiangendo la primavera che anche quest’anno è passata senza che io me ne rendessi conto.

Questo arrivo improvviso di una nuova stagione mi fa riflettere sul tempo che corre via. Velocissimo. Penso con un leggero senso di colpa all’importanza di fermarsi a scegliere esattamente cosa ci vogliamo mettere dentro a queste nostre giornate, giornate che si susseguono come perline infilate una collana di cui non si conosce la fine. Scegliere dove mettere la nostra anima, dove spendere le nostre energie, accanto a chi passare le nostre ore e con chi condividere i nostri ricordi. E’ così poco il tempo che abbiamo e sono così tante le possibilità a disposizione che riordinare le priorità, bandire le distrazioni e arginare le intrusioni è diventato fondamentale per coltivare la nostra anima, per tenerne insieme i pezzi, per trovare armonia ed equilibrio, dentro di noi e con le persone che amiamo.

Ma accidenti, quanto è difficile, soprattutto per me che mi entusiasmo per tutto, che vorrei mettermi ovunque, portare avanti mille progetti e che stipo le mie giornate di piccoli e grandi impegni come a voler far entrare troppe patate in un sacco di iuta le cui maglie ormai non reggono più. Oggi però ho deciso di sedermi di primo mattino, in terrazzo, a scrivere. E so che quest’oretta passata qui me la ricorderò perché l’ho scelta. Poi, tra poco, mi rimetterò in moto e tornerò agli impegni della giornata, sempre diversi, ingarbugliati e flessibili, perché imparare a scegliere è un lavoro davvero difficile e io ho bisogno ancora di molta pratica.

Ieri pomeriggio, nell’improvvisare come al solito la tabella di marcia della giornata, dopo aver preso mio figlio all’asilo e prima di scendere al mare per un invidiabile bagno serale, ho cucinato al volo i piselli biologici che mi aveva recapitato a casa la sera prima PortaNatura e che avevo sgranato al mattino guardando un tutorial on line (il bello dell’e-learning!). D’altro canto niente meglio incarna meglio la dolcezza, la leggerezza e la voglia di verde che si porta dietro l’estate di semplici e perfetti piselli.
Ho preparato i piselli in umido, che qui a Genova si chiamano anche “piselli alla borghese”, perché secondo me è il modo migliore per gustare i piselli quando sono così freschi, polposi e dolci che metà te li fai fuori crudi mentre li sbucci. In più piselli così devono cuocere poco, per cui questa ricetta è ideale se si ha poco tempo. Basta organizzarsi per avere i piselli freschi già sgranati a disposizione.

Per la ricetta dei piselli in umido ho preso ispirazione da Padre Gaspare Dellepiane, autore del libro “Cucina di strettissimo Magro” (pubblicato per la prima volta nel 1880 e pietra miliare dell’editoria gastronomica genovese. Ne parlo nel mio post sul ragù vegetariano). Le sue ricette sono di una semplicità disarmante eppure così ben calibrate da far risaltare sempre egregiamente il gusto dell’ingrediente principale, soprattutto se si tratta di una verdura fresca e di stagione.

Ingredienti
- 4 cucchiai d’olio EVO
- 500 g di piselli freschi sgranati
- ½ cipolla rossa di tropea
- 30 g di pinoli
- ½ bicchiere d’acqua
- sale
Istruzioni
- Affettate a rondelle sottili la cipolla rossa.
- Versate l’olio in un’ampia padella, aggiungete la cipolla, i piselli sgusciati e fate cuocere per otto minuti a fuoco medio. Per evitare che la cipolla abbrustolisca aggiungete un cucchiaio d’acqua.
- Nel frattempo pestate i pinoli in un mortaio (non è necessario ridurli in crema, qualche pezzetto più grosso non guasta) e stemperateli con ½ bicchiere d’acqua fredda. Questo composto di chiama “latta di pinoli” ed è molto usato da Padre Dellepiane nelle sue preparazioni a base di verdura per conferire cremosità e croccantezza.
- Versate la “lattata di pinoli” nella padella, regolate di sale e lasciate crogiolare a fuoco lento



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