Ci sono cose a cui scopriamo di essere affezionati pur non avendole mai viste prima. A me capita spesso. A volte si tratta di una persona conosciuta in un’occasione particolare (anime affini che finalmente si incontrano?), a volte si tratta di oggetti che combaciano alla perfezione con il nostro gusto oppure che rivestono un significato profondo, a volte di un cibo che si assaggia per la prima volta e che richiama inaspettatamente alla memoria sensazioni familiari.
Ad esempio, qualche giorno fa a casa di mia madre ho scovato in fondo ad un armadione in legno strapieno di piatti, avvolte in carta di giornale ormai ingiallita dal tempo, alcune immaccolate fondine da brodo appartenute a mia nonna. Ebbene, mi sono scoperta affezionata a quelle minute porcellane bianche e blu già mentre scartavo la seconda. Forse perché tutto quello che è passato tra le mani di mia nonna per me ha semplicemente un significato speciale. Oppure perché quelle ciotoline così aggraziate con i loro piccoli manici gemelli me le sono immaginate strette da un paio di candide mani affusolate nel gesto di soffiare ad occhi chiusi sul brodo (il ricordo di una vita passata?). Forse non lo so, comunque sia le ho sentite mie e senza pensarci due volte me le sono portate a casa.

E poi da cosa nasce cosa.
Qualche giorno fa leggendo “La mensa dei Liguri, storia di una cucina “diversa”“ di Paolo Lingua (ed. De Ferrari, 2016) mi sono imbattuta nella ricetta della Minestra di bianchetti.
L’autore così descrive il piatto: “un esempio di minestra primaverile, raffinata, generata sicuramente dalla mente d’un cuoco di famiglia signorile, per molto tempo caduta in desuetudine“.
L’associazione di idee è stata fulminea: minestra di bianchetti raffinata e un po’ desueta = fondine da brodo vintage della nonna. Poi mia mamma ha chiuso il cerchio quando, resa partecipe del mio piccolo progetto culinario, mi ha raccontato che sua nonna quando lei era piccola le cucinava spesso la minestra di bianchetti, mettendoci uovo, maggiorana e capelli d’angelo, proprio come quella descritta nel libro. Così ho scoperto che questa vecchia ricetta, proprio come le fondine da brodo, già mi apparteneva ancor prima di conoscerla.
Ho, quindi, comprato una mestolata di bianchetti (ne bastano pochi, per la gioia del portafoglio), tre piccole zucchine tenere, un uovo fresco e l’ho preparata con rapida sicurezza, senza rileggere la ricetta, come se i gesti fossero sempre stati nelle mie mani.
Volete sapere com’è venuta? Era primaverile, raffinata e delicata….
La ricetta originaria ad onor del vero prevederebbe come base un brodo di pesce, effettivamente un po’ difficile da approntare sul momento. Io l’ho sostituito con il brodo vegetale e il risultato mi è sembrato ottimo. Senza troppe distrazioni il delicato sapore dei bianchetti, infatti, è riuscito facilmente a farsi strada tra le verdure sorretto dalla cremosità dell’uovo e circondato dal tocco primaverile della maggiorana. Una ricetta decisamente da provare, e riprovare, prima che la stagione dei bianchetti finisca!


Ingredienti
- 1 l di brodo vegetale
- 4 zucchine tenere
- 1 uovo
- 1 cucchiaio di parmigiano grattugiato
- 1 mazzetto di maggiorana
- 50 g di capelli d’angelo
- 100 g di bianchetti o rossetti
- olio extravergine d’oliva
- pepe
Istruzioni
- Mettete a bollire il brodo vegetale (io generalmente non uso il dado ma preparo il brodo vegetale facendo bollire in acqua leggermente salata 1 carota, 1 costa di sedano e 1 cipolla).
- Tagliate a cubetti (½ cm di lato circa) le zucchine.
- Sbattete l’uovo in una ciotola, aggiungete il parmigiano grattugiato e la maggiorana finemente tritata (circa 30 foglie).
- Quando il brodo inizia a bollire gettate le zucchine a cubetti e fate cuocere per 3-5 minuti.
- Appena le zucchine saranno tenere (ma sempre piuttosto sode) aggiungete i capelli d’angelo.
- Dopo due minuti aggiungete i bianchetti (o rossetti).
- Immediatamente dopo rovesciate nel brodo l’uovo sbattuto, rimescolando bene, e spegnete il fuoco (senza lasciar cuocere oltre).
- Servite subito la minestra ben calda, decorando il piatto con un giro d’olio extra-vergine d’oliva, una spolverata di pepe e ancora qualche fogliolina di maggiorana.



SHARING IS CARING!




