I Gobeletti, un classico della tradizione ligure, è il dolce che preparerò quest’anno a Natale. Sono facili da realizzare e hanno quel non so che di vintage che li rende preziosi e allegri allo stesso tempo.

.A casa della mia nonna paterna, in fondo ad un lungo corridoio c’era una porta, sempre accuratamente chiusa. Dietro la porta, la dispensa: una stretta stanza buia con mensole alte fino al soffitto da ambo i lati. Scatole misteriose, bottiglie, barattoli, pile di piatti e bicchieri, vassoi e molti utensili da cucina vecchi e nuovi la affollavano. C’erano anche alte torri traballanti di piccole formine in rame e accanto due vecchie scatole di latta a fiori, i bordi alti leggermente arrugginiti, dalle quali usciva immancabilmente un profumo delizioso. Dentro quelle scatole, lo sapevamo bene, mia nonna custodiva gelosamente i suoi pasticcini. Era infatti famosa tra le sue amiche e conoscenze per la piccola pasticceria fatta in casa che usava offrire all’ora del tè, in particolare per i suoi gobeletti e per le barchette ripiene di crema al limone, sempre oggetto di infiniti complimenti e malcelate invidie. Li preparava il giorno prima perché, diceva, il giorno dopo sono migliori
Quando mia nonna aveva in programma di invitare le amiche per un te, a noi bambini era quindi assolutamente vietato anche solo menzionare quelle scatole di latta profumate conservate sulla mensola irraggiungibile della sua dispensa. Inutile dire che immancabilmente, quando si trovava ad impiattare i suoi squisiti dolcetti, i conti non le tornavano!
Forse proprio per questo lontano ricordo ogni volta che devo pensare ad un dolce desiderabile da offrire a parenti e amici, mi vengono subito in mente i preziosissimi, inarrivabili (quasi) gobeletti di mia nonna.



I Gobeletti nella tradizione
I Gobeletti sono il simbolo dei dolci Liguri. Sia la Riviera di Levante che quella di Ponente ne rivendicano la paternità. Nel Golfo del Tigullio si chiamano “cubeletti”, nel finalese “gobeletti”.
Ad ogni modo, si tratta di piccole tortine a forma di coppetta (gli stampi tradizionali – che non sono riuscita a trovare nella mia caotica dispensa, accidenti – sono dentellati) e sopra sono chiuse da un “cappello” di pasta (questa probabilmente l’origine del nome).
All’interno il ripieno è generalmente di marmellata. Le ricette tradizionali del levante parlano di marmellata di mele cotogne. Quelle del ponente di marmellata di chinotto (il chinotto è un’antica varietà locale di arancio amara, puoi scoprirne di più leggendo il mio post sul Chinotto di Savona).
I vecchi libri di cucina genovese, tra cui La Vera Cuciniera Genovese del Ratto, suggeriscono anche di riempirli con crema pasticcera.
In passato erano i dolci tipici del giorno di Sant’Agata, il 5 febbraio, oppure riservati per le occasioni speciali, Natale incluso. Oggi li puoi trovare tutto l’anno nella maggior parte dei forni e delle pasticcerie, solitamente pieni di marmellata di albicocche.




La ricetta dei Gobeletti e qualche consiglio.
I Gobeletti sono facili da preparare. Pochi consigli e poi la ricetta.
Tira fuori il burro dal frigo 15-30 minuti prima di impastare e taglialo a dadini.
Versa tutti gli ingredienti in una ciotola larga o sulla superficie di lavoro e impastali rapidamente con la punta delle dita. L’obiettivo è mantenere il burro il più freddo possibile e ottenere piccoli chicchi di burro ricoperti di farina. Se il burro si scioglie troppo con il calore delle mani, infatti, l’impasto sarà meno friabile.

Io ho usato solo tuorli d’uovo perché adoro la pasta frolla friabile. Ma se hai bisogno di un impasto più resistente, ad esempio perché riempirai il biscotto con una crema pasticcera o con altro ripieno molto liquido, è meglio usare anche un po’ di albume, e quindi mettere nell’impasto un uovo intero anziché due tuorli.
Decora a piacere con zucchero a velo. Io ho aggiunto una ciliegina candita perché fa subito Natale!
Ho preparato questa ricetta la scorsa settimana con la mia amica Gaia (alias @aliceadventuresinwanderland) durante una mattinata tranquilla trascorsa a trafficare in cucina tra chiacchierare e foto. La maggior parte delle immagini in questo post, diversamente dal solito, non sono mie ma sue. Sono bellissime, non credi?

Ingredienti
Per la pasta frolla
- 375 g di farina “00”
- 225 g di burro tenuto fuori dal frigo per 10-15 minuti
- 125 g di zucchero semolato
- 3 tuorli d’uovo
- 1 pizzico di sale
- 1 cucchiaio di acqua di fiori d’arancio
Per il ripieno
- Marmellata di arancia amara o di chinotto
- 100 g di cioccolato fondente
Istruzioni
- Versate sulla superficie di lavoro la farina e formate un cratere. Al suo interno versate lo zucchero, il burro, i tuorli d’uovo, il sale e l’acqua di fiori d’arancio.
- Mescolate tutti gli ingredienti con la punta delle dita per ottenere un impasto sabbioso e poi impastate velocemente, quanto basta per compattare l’impasto.
- Formate una palla, appiattitela, avvolgetela in carta trasparente e riponetela in frigo per almeno 30 minuti.
- Tagliate il cioccolato fondente a scaglie con un coltello.
- Preriscaldate il forno a 180 °C.
- Stendete l’impasto con il mattarello ad uno spessore di mezzo centimetro circa, tagliate con una formina rotonda dei cerchi di circa 10 cm e foderate degli stampini da muffins.
- Farcite l’interno dello stampino con due cucchiaini di marmellata e con un cucchiaino di cioccolato in scaglie.
- Con una formina più piccoli tagliate altri cerchi di pasta e ricoprite i pasticcini. Sigillate i bordi aiutandovi con i rebi di una forchetta.
- Infornate per ’30 minuti o fino a quando non saranno dorati.
- Sfornate e lasciate raffreddare, quindi decorate a piacere








