

Quanto mi piacciono mercati di paese, quelli che si tengono ancora una sola volta alla settimana, quelli dove i banchi degli alimentari sono sempre gli stessi da anni, gli unici per ora sopravvissuti all’invasione – seppur timida in provincia – di vestitini e paccottiglie made in China.
La frutta e la verdura, spesso ancora quelle raccolte in zona, sono portate al mercato con il furgoncino o con l’ape e vendute direttamente così, senza essere nemmeno scaricate, e qualche volta vengono salvate dal torrido sole grazie ad un grosso ombrellone assicurato in modo improbabile alla cabina di guida. Il formaggiaio, che sembra sempre appena sceso dal pascolo, che esibisce le tome dentro armadietti di legno dalla porticina in rete. Il banchetto dell’ovicoltore, dove torreggiano barcollanti castelli di vasetti di olive in salamoia, che offre assaggi di pane e olio infilzati negli stuzzicadenti. E poi il macellaio, con il suo camioncino tirato a lustro e la tenda immancabilmente a righe bianche e rosse, che vende con sobria presunzione pochi grossi tagli di carne e tornite salsicce fatte in casa.
Tutti si conoscono, chi per nome, chi di vista. I banchi da scegliere, se sei un forestiero, sono generalmente quelli dove si accalcano più presone, meglio se anziane.
Giovedì scorso, giorno di mercato da tempo immemore qui a Cervo, non ho resistito a tutta la frutta estiva che praticamente rotolava giù da una piccola ape blu. Ho comprato prugne, susine, ciliegie, albicocche, “regina Claudia” e pesche. Un tripudio di colori che nasconde il sapore del sole.
E se l’occasione fa l’uomo ladro, la spesa impulsiva fa la cuoca creativa.


Così tornata a casa mi sono messa a sfogliare tutti i libri di ricette liguri sparsi qua e là nelle varie librerie, tutte edizioni piuttosto antiche appartenute a nonne e bisnonne, in cerca di qualche dolce a base di frutta da poter cucinare e raccontare qui. Perché si, lo ammetto, avevo anche una gran voglia di fare qualche bella foto alla frutta da poter poi pubblicare.
Non mi è capitata sotto mano subito, perché non è un dolce molto conosciuto, però alla fine eccola lì: la giardiniera dolce. Praticamente una versione ligure della medioevale “pie” inglese.
Un guscio di pastafrolla con un ripieno di frutta mista di stagione leggermente cotta e insaporita con rhum e canditi misti.
Per rendere più divertente il dolce invece di fare un’unica torta ho fatto tante tortine usando stampi a forma di stella e stampini rotondi da budino. Alla fine questa si è rivelata la cosa più creativa che ho fatto, visto che il dolce l’ho pescato nel repertorio della tradizione. Però va bene così, per me è stata comunque una nuova sfida.
E’ una torta buonissima anche fredda, ottima se accompagnata da una pallina di gelato alla crema e, quindi, perfetta per chiudere una cena estiva. Provate per credere!
P.s.: Questa ricetta la dedico a Giorgia, perché con il suo entusiasmo ha fatto spuntare un raggio di sole in una giornata davvero grigia e nuvolosa.

Ingredienti
Per la pasta
- 150 gr di burro ammorbidito a pezzetti
- 280 gr di farina 00
- 100 gr di zucchero a velo, più quello necessario per decorare
- 1 uovo intero
- 1 cucchiaio di vino passito o di marsala
- 1 pizzico di sale
Per il ripieno
- 500 gr di frutta di stagione già sbucciata e senza nocciolo
- 2 cucchiai di zucchero semolato
- 20 g di burro
- 100 g di frutti canditi (cedro e zucca) grossolanamente tritati (facoltativi)
- 2 cucchiai di rhum
- 2 cucchiai di pan grattato
Istruzioni
Per la pasta
- Mescolate il burro a pezzetti con la farina riducendo il tutto con la punta delle dita a piccolissimi fiocchi. Aggiungete lo zucchero, l’uovo, il liquore e il sale. Impastate rapidamente fino a quando non avrete ottenuto un composto omogeneo, formate due panetti e metteteli in frigo per almeno mezz’ora.
- Prendete un panetto dal frigo e su un piano ben infarinato, con l’aiuto di un mattarello, stendetelo fino allo spessore di 3 o 4 mm.
- Foderate con il disco di pasta il fondo di una tortiera di 18 cm di diametro (eventualmente aiutatevi arrotolando il disco di pasta sul mattarello per alzarlo dal tavolo), oppure 4 formine a stella o rotonde di circa 6 cm di diametro, lasciando un centimetro almeno di pasta fuori dai bordi.
- Rimettete la tortiera o le formine in frigo e preparate il ripieno.
Per il ripieno
- Scaldate il burro in una casseruola e appena sciolto aggiungetesi la frutta in pezzi e lo zucchero. Fate cuocere a fuoco lento rimescolando di tanto in tanto per circa 15 minuti. Levate dal fuoco e aggiungete due cucchiai di rhum e la frutta candita tritata se l’avete.
Per comporre la torta
- Preriscaldate il forno a 180°.
- Tirate fuori dal frigo la base (o le basi) di pasta frolla, foratela con le punte di una forchetta e quindi cospargete con abbondante pan grattato (aiuterà ad assorbire i succhi della frutta). Versate il composto di frutta dentro il guscio di pasta.
- Tirate fuori dal frigo il secondo panetto di pasta frolla, stendetelo come avete fatto con il primo e adagiatelo sopra il ripieno avendo cura lasciare che un po’ di pasta esca fuori dal bordo.
- Sigillate il ripieno premendo con le dita o con una forchetta lungo i bordi della tortiera (o degli stampini) e rifinite i contorni togliendo la pasta in eccesso con un coltello. Potete fare delle piccole incisioni a raggiera al centro della torta per far uscire il vapore in cottura.
- Infornate e fate cuocere per 45 minuti o fino a quando la pasta non vi sembrerà croccante e dorata.
- Prima di servire lasciate raffreddare completamente e decorate con abbondante zucchero a velo.




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